9 febbraio 2024, un nuovo inizio sotto il segno del Drago. 

Era tutto pronto. 

Avevamo firmato il contratto, intestato le bollette, portato i mobili, i libri e i computer, avevamo scelto anche le piante e attivato internet. 

C’era proprio tutto quello che ci serviva per cominciare a lavorare, a lavorare per bene, eppure mancava ancora qualcosa.

«Perché non facciamo un’inaugurazione? Se non lo diciamo a qualcuno chi lo sa che siamo qui?».

Nel trambusto del momento, tra la lunga lista delle cose da fare, per un attimo ci siamo perse quella più importante, un’azione semplice, immediata e potentissima: condividere.

Quando fai un trasloco hai tantissime cose a cui pensare, vedi quelle stanze vuote e il tuo unico pensiero è di riempirle il prima possibile perché quel vuoto un po’ ti spaventa. 

Poi quando le stesse stanze le vedi piene di scatoloni, buste e oggetti sparpagliati ovunque come se fosse appena scoppiata una bomba, vuoi subito mettere a posto, dare una collocazione al caos. 

È come passare dal deserto alla giungla, ma soltanto quando la ricerca dell’ordine ti ha davvero consumato e ti abbandoni per un attimo al riposo, mentre ti guardi intorno, finalmente vedi i risultati di quel lavoro immane. E ti rassereni.

“È fatta, ci siamo riuscite. E adesso?”.

“Adesso facciamo una bella festa, con tutti quelli che ci hanno creduto come noi”.

Sembrerà strano ma finché non abbiamo visto lo spazio “pronto” non soltanto per il lavoro ma anche per accogliere qualcuno non avevamo capito che il vero inizio partiva proprio da lì.

E allora forza, partiamo e battezziamo Mazzini 31.

E soprattutto facciamo una bella inaugurazione allo stile Mazzini 31: cartolina con procione innamorato e sofferente a letto, un breve testo di presentazione e un invito davvero trash, una convocazione con tutto l’orrore che abbiamo visto in anni di grafica da brividi che Shining di Stephen King scansate proprio, quei testi da urlo che farebbero morire di crepacuore il giardiniere ustionato di Nightmare e pure l’incappucciato di Scream. 

Sì, lo ammettiamo: con orgoglio e attenzione abbiamo preparato un invito trash, per uno studio che si regge sulla feroce e accattivante immagine di uno procione innamorato, mandato via whatsapp a clienti, parenti non serpenti e agli amici più stretti.

E ci hanno risposto, quasi tutti. 

Certo le trappole erano state ben piazzate e avevamo molte cartucce da sparare: cibo a volontà, vino a fiumi, un fotografo che immortalasse l’evento e anche una lotteria a estrazione dove chiunque avrebbe vinto qualcosa. Persino un super premio finale, conquistato a sorpresa dalla nostra commercialista, vera guerriera solitaria di questa impresa che all’estrazione del suo numero per la vittoria finale grida: “Non ci credo, io non ho mai vinto nulla nella vita!”.

Questo è lo spirito che vogliamo per Mazzini 31! La rivincita, la svolta, la forza e il coraggio.

Cos’altro possiamo dire? 

Che per noi è stato un gran successo, tante risate, allegria, regali, in bocca al lupo e buona fortuna da tutti. Ci avete lasciato un bel messaggio, la voglia di fare bene e di andare avanti.

Era il 9 febbraio e il giorno successivo in Oriente si festeggiava il Capodanno lunare, ovvero l’inizio di un nuovo anno: l’Anno del Drago. 

Ora da nerd incallite è ovvio, quasi banale e scontato, che amiamo i draghi, da quelli portatili, divertenti e coscienziosi come Mushu, fino alle bestie giganti, poco gestibili e distruttive dei Targaryen del Trono di Spade.

Ma c’è un messaggio importante che vogliamo lasciarvi proprio sul drago e su quest’annata speciale, sono le parole del deejay, ciclista, maratoneta e super sportivo Aldo Rock, uno dei nostri mentori preferiti: 

«Nell’Anno del Dragone aggiungi un po’ di zen alla tua vita e prepara il corpo e lo spirito, l’esistenza va riportata alla sua essenza, liberata dal dolore e dai condizionamenti, meno social più natura. Fai il vuoto nella mente, purifica i sensi, dai forza ai tuoi sogni: se c’è qualcosa di impossibile il drago te la farà realizzare

Il drago è mito, è prodigio, è uno dei 4 animali miracolosi insieme all’unicorno, la fenice e la tartaruga, custodisce tesori e misteri. Mistero dal greco μυστήριον, ovvero “chiudere gli occhi e le labbra”, quello che dovrebbero fare gli odiatori, invece di parlare a sproposito. 

Il drago è una figura mitica, dotata di una forza straordinaria, può risvegliare l’uomo dallo stato di sonno in cui si trova. 

Pensi di poter governare da solo la tua vita? 

I fili del tuo destino non sono in mano agli algoritmi, ma a forze che ignori all’ordine cosmico, alla via tracciata dal cielo.

Nell’Anno del Drago il risveglio è possibile perché il segno è disciplina e creatività, forza e consapevolezza, come la mente di un grande maestro di kung fu, come Bruce Lee».